Finché c’è vita c’è distanza. In mostra S. Kranitz, F. Cedillo, D. Degano

9 aprile 2022, ore19:00

Lab27, nell’ambito della programmazione 2022 orientata al sociale, inaugura il 9 aprile alle ore 19.00 la mostra “Finché c’è vita c’è distanza” con fotografie di Stacy Kranitz, Fabiola Cedillo, Davide Degano. Posti limitati iscrizioni da qui.


La distanza è un’immagine semplificata della realtà, spesso adottata per connotare le relazioni umane e sociali. Il dispositivo fotografico quale strumento di indagine e rappresentazione del visibile offre la possibilità di misurare questi divari, fatti di spazi e convenzioni; talvolta compiendo una riduzione dei termini, tra ciò che è un fenomeno in sé, e l’idea che ci siamo fatti di esso.  La mostra esplora la questione della distanza in diverse prospettive:  famigliare, generazionale e geografica. In ciascuna la fotografia emerge come un’opportunità di comprensione,  prossimità e potenziale interesse per le relazioni umane, per un pensare più vasto. Un porsi in ascolto, in dialettica con l’altro, oltre i limiti della comunicazione, che è quasi un sognare, un connettersi altrimenti, un equilibrare le nostre emozioni compensando quell’insidia ben descritta da Manari Ushigua (guida dei Sápara, tribù amazzonica): “abbiamo perso l’arte di ascoltare. Ora il primo gesto che facciamo quando appare qualcosa è scattare una fotografia”. Parafrasando l’antropologo Eduardo Kohn ci chiediamo se l’ascolto fotografico possa essere una pratica per aprire all’inaspettato, lasciando da parte gli schemi con cui, di norma, siamo soliti pensare.


I tre autori coinvolti sviluppano la pratica dell’ascoltare fotografico in distinte direzioni. La fotografa Stacy Kranitz nella serie ‘From The Study On Post Pubeshent Manhood’ ha concentrato il suo sguardo su un gruppo di giovani, con cui ha stretto amicizia, in un complesso distopico noto come Skatopia, in Ohio. Essa muove alla ricerca di manifestazioni viscerali della gioventù americana, di violenza come catarsi, di comportamenti dissoluti o antisociali. Un cocktail di piacere, dolore, adorazione, vitalità che spinge l’autrice americana spesso a confondere le linee, a divenire parte della scena, adottare modi e pensieri dei soggetti, abbattendo la distanza tra chi guarda e è guardato. Una pratica di immedesimazione lungi dal fornire risposte sull’adolescenza che forse non esiste come età anagrafica ma come necessaria illusione per divenire adulti. Fabiola Cedillo con ‘Los Mundos de Tita’ segue la sorella maggiore, ora trentenne che vive in uno stato infantile che richiede cure e attenzioni costanti dalla famiglia. “La nostra comunicazione si basa su abbracci e sguardi profondi”, scrive il padre. Fabiola crea uno spazio di incontro, quasi onirico, per superare queste difficoltà. Qui le sue immagini si mescolano ai disegni di Tita creando un paesaggio che sfugge in parte alle definizioni, ma apre ad una possibilità di esperienza diversa di ciò che appare lontano o incommensurabile. Come dice Fabiola: “tutti [viviamo] la vita tra realtà e fantasia, tra sogni e incubi. Siamo tutti fragili e forti, ognuno con i nostri limiti particolari”. Il progetto etno-fotografico ‘Sclavanie’ di Davide Degano, è un viaggio di cinque anni alla riscoperta della Slavia Italiana, e delle sue origini. Terre montane, di minoranze linguistiche, a lungo dimenticate negli anni della guerra fredda, al confine con la ex-Jugoslavia. E i confini si sa generano alterità. Tra questi borghi congelati dal tempo il fotografo cresciuto a Faedis incontra una comunità di “sopravvissuti”. Attraverso un riesame attivo, critico e consapevole del locale egli indaga la memoria comune tramandata resistente tra questi luoghi, in bilico sul contemporaneo. Ne nasce una lettura prospettiva inedita, che accorcia le differenze, soprattutto se si guarda a ciò che accade poco più in là, in Slovenia. Dopo anni di “autoesilio” nelle miniere oltralpe, dopo le guerre mondiali, il terremoto del 1976, il blocco sovietico, la fuga in pianura nella modernità imposta dalle fabbriche, qualcuno ha iniziato a percorre il sentiero al contrario. Le distanze si riducono nel villaggio globale.


Mostra aperta tutte le domeniche dalle 16 alle 19. Esclusa domenica 17 aprile per le festività di Pasqua.
Si ringrazia Studio Faganel per la collaborazione.


stacy kranitz
© Stacy Kranitz dalla serie “From The Study On Post Pubeshent Manhood”

 

stacy kranitz
© Stacy Kranitz dalla serie “From The Study On Post Pubeshent Manhood”

 

stacy kranitz
© Stacy Kranitz dalla serie “From The Study On Post Pubeshent Manhood”


 

fabiola cedillo
© Fabiola Cedillo dalla serie “Los Mundos de Tita”

 

fabiola cedillo
© Fabiola Cedillo dalla serie “Los Mundos de Tita”

 

fabiola cedillo
© Fabiola Cedillo dalla serie “Los Mundos de Tita”


 

davide degano friuli montagna
© Davide Degano dalla serie “Sclavanie”

 

davide degano friuli montagna
© Davide Degano dalla serie “Sclavanie”

 

davide degano friuli montagna
© Davide Degano dalla serie “Sclavanie”