Il 24 maggio prossimo alle ore 21.00, Lab27 ospita nell’ambito della programmazione orientata al sociale, l’incontro ‘Formula di un disastro invisibile’ come sempre in diretta streaming sul canale di YouTube. Il progetto editoriale che racconteremo nasce dalla volontà di Federico Bevilacqua, biologo e cittadino di una delle aree più colpite dal flagello PFAS, di documentare una storia nel suo divenire, testimoniando in presa diretta l’evolversi dei fatti. Parliamo di un viaggio di qualche anno, oltre il muro dell’omertà, che ci avvicina alle persone che continuano a lottare per ottenere giustizia, per affermare il “principio di precauzione” cardine della legislazione ambientale e il diritto all’acqua come bene pubblico. Un insieme di sguardi che ritorna un’anatomia del disagio ecologico e dello sconforto sociale. Una mappa per orientarsi nell’articolato sviluppo di uno tra i casi più eclatanti di inquinamento industriale in Italia, considerato la più grande contaminazione dell’acqua nella storia d’Europa. Assieme a Federico interviene Alberto Peruffo, attivista, autore e regista culturale. Fondatore del Laboratorio Politico di Ecologia di Vicenza, promuove percorsi di municipalismo attivo, confederalismo democratico, ecologismo radicale. Impegnato in prima linea, fino alla partenza in Corte d’Assise del Processo alle Multinazionali dei PFAS e alla Missione ONU in Veneto per accertare la violazione dei diritti umani, è tra i coordinatori del movimento NO PFAS, contro i crimini ambientali, confluito nel progetto culturale “PFAS.land”. Ci ha consegnato un saggio sull’importanza della militanza attiva. Autore del libro ‘Non torneranno i prati. Storie e cronache esplosive di Pfas e Spannoveneti’. Assieme anche il geologo Dario Zampieri, docente presso l’Università di Padova, ci fornisce gli elementi per comprendere la struttura del territorio investito dai Pfas, la morfologia delle falde idriche e le ragioni per cui l’inquinamento è oggi così esteso. Ma anche ricorda che sono almeno 30 anni che si conosceva la struttura del sottosuolo di quest’area, e che certi errori insediativi e negligenze del pianificatore si sarebbero potute evitare. Il contributo evidenza anche l’impatto sull’agricoltura, che se preso sul serio, metterebbe in ginocchio l’economia regionale. Parleremo anche della pubblicazione che uscirà nei prossimi mesi e disponibile in prevendita a prezzi scontati nella campagna dedicata su Produzioni Dal Basso.


Il 24 maggio prossimo alle ore 21.00, Lab27 ospita nell’ambito della programmazione orientata al sociale, l’incontro ‘Formula di un disastro invisibile’ come sempre in diretta streaming sul canale di YouTube. Il progetto editoriale che racconteremo nasce dalla volontà di Federico Bevilacqua, biologo e cittadino di una delle aree più colpite dal flagello PFAS, di documentare una storia nel suo divenire, testimoniando in presa diretta l’evolversi dei fatti. Parliamo di un viaggio di qualche anno, oltre il muro dell’omertà, che ci avvicina alle persone che continuano a lottare per ottenere giustizia, per affermare il “principio di precauzione” cardine della legislazione ambientale e il diritto all’acqua come bene pubblico. Un insieme di sguardi che ritorna un’anatomia del disagio ecologico e dello sconforto sociale. Una mappa per orientarsi nell’articolato sviluppo di uno tra i casi più eclatanti di inquinamento industriale in Italia, considerato la più grande contaminazione dell’acqua nella storia d’Europa. Assieme a Federico interviene Alberto Peruffo, attivista, autore e regista culturale. Fondatore del Laboratorio Politico di Ecologia di Vicenza, promuove percorsi di municipalismo attivo, confederalismo democratico, ecologismo radicale. Impegnato in prima linea, fino alla partenza in Corte d’Assise del Processo alle Multinazionali dei PFAS e alla Missione ONU in Veneto per accertare la violazione dei diritti umani, è tra i coordinatori del movimento NO PFAS, contro i crimini ambientali, confluito nel progetto culturale “PFAS.land”. Ci ha consegnato un saggio sull’importanza della militanza attiva. Autore del libro ‘Non torneranno i prati. Storie e cronache esplosive di Pfas e Spannoveneti’. Assieme anche il geologo Dario Zampieri, docente presso l’Università di Padova, ci fornisce gli elementi per comprendere la struttura del territorio investito dai Pfas, la morfologia delle falde idriche e le ragioni per cui l’inquinamento è oggi così esteso. Ma anche ricorda che sono almeno 30 anni che si conosceva la struttura del sottosuolo di quest’area, e che certi errori insediativi e negligenze del pianificatore si sarebbero potute evitare. Il contributo evidenza anche l’impatto sull’agricoltura, che se preso sul serio, metterebbe in ginocchio l’economia regionale. Parleremo anche della pubblicazione che uscirà nei prossimi mesi e disponibile in prevendita a prezzi scontati nella campagna dedicata su Produzioni Dal Basso.
