Incontro con
Federico Bevilacqua
Il 10 marzo prossimo alle ore 21.00, Lab27 ospita la presentazione in anteprima del libro “Formula di un disastro invisibile” di Federico Bevilacqua (Penisola Edizioni, 2022).
Una mappa per orientarsi nell’articolato sviluppo di uno tra i più gravi casi di contaminazione dell’acqua nella storia d’Europa. Nel 2006 in Europa si avvia la campagna ‘Perforce’ per il monitoraggio dei grandi bacini fluviali al termine delle quali il fiume Po risulterà il fiume più inquinato del continente per queste sostanze. I dati sono preoccupanti e spingono le autorità preposte a risalire alle origini della contaminazione. Gli studi individuano una delle sorgenti principali in provincia di Vicenza, nel distretto industriale della Valle del Chiampo e Agno, e “isolano” l’impianto di sintesi e produzione PFAS facente capo all’azienda Miteni, nel comune di Trissino. La scoperta avviene nel 2011. I dati sono sconcertanti: una superficie estesa tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Ad essere colpita è una falda freatica paragonabile per estensione al lago di Garda e classificata come la seconda più grande d’Europa. La popolazione direttamente coinvolta è pari a 300.000 persone, con una proiezione a circa 800.000 in virtù dello spostamento della falda stessa. In alcuni pozzi si riscontrano valori mai riscontrati in nessun’altra parte del mondo, con risultanze superiori il 1.000.000% (milione percentuale) del valore norma ai tempi della scoperta. Una contaminazione ben più estesa di quella che non molti anni fa coinvolse negli Stati Uniti il colosso DuPont. Una vicenda processuale che ha concluso una prima fase con uno studio tossicologico su 70.000 soggetti, e una maxi richiesta di risarcimento, messa in atto dalla figura dell’avvocato Robert Bilott, insignito del premio Right Livelihood, e protagonista del film ‘Cattive Acque’ (‘Dark Waters’) di Todd Haynes.


Incontro con
Federico Bevilacqua
Il 10 marzo prossimo alle ore 21.00, Lab27 ospita la presentazione in anteprima del libro “Formula di un disastro invisibile” di Federico Bevilacqua (Penisola Edizioni, 2022).
Una mappa per orientarsi nell’articolato sviluppo di uno tra i più gravi casi di contaminazione dell’acqua nella storia d’Europa. Nel 2006 in Europa si avvia la campagna ‘Perforce’ per il monitoraggio dei grandi bacini fluviali al termine delle quali il fiume Po risulterà il fiume più inquinato del continente per queste sostanze. I dati sono preoccupanti e spingono le autorità preposte a risalire alle origini della contaminazione. Gli studi individuano una delle sorgenti principali in provincia di Vicenza, nel distretto industriale della Valle del Chiampo e Agno, e “isolano” l’impianto di sintesi e produzione PFAS facente capo all’azienda Miteni, nel comune di Trissino. La scoperta avviene nel 2011. I dati sono sconcertanti: una superficie estesa tra le province di Vicenza, Verona e Padova. Ad essere colpita è una falda freatica paragonabile per estensione al lago di Garda e classificata come la seconda più grande d’Europa. La popolazione direttamente coinvolta è pari a 300.000 persone, con una proiezione a circa 800.000 in virtù dello spostamento della falda stessa. In alcuni pozzi si riscontrano valori mai riscontrati in nessun’altra parte del mondo, con risultanze superiori il 1.000.000% (milione percentuale) del valore norma ai tempi della scoperta. Una contaminazione ben più estesa di quella che non molti anni fa coinvolse negli Stati Uniti il colosso DuPont. Una vicenda processuale che ha concluso una prima fase con uno studio tossicologico su 70.000 soggetti, e una maxi richiesta di risarcimento, messa in atto dalla figura dell’avvocato Robert Bilott, insignito del premio Right Livelihood, e protagonista del film ‘Cattive Acque’ (‘Dark Waters’) di Todd Haynes.
